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Fisco: pagamenti entro 30 giorni, è legge da gennaio 2013

NUOVE REGOLE PER IL PAGAMENTO DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI IN VIGORE DAL PRIMO GENNAIO 2013

Dal primo gennaio le fatture dovranno essere saldate entro 30 giorni, con una dilazione a 60 giorni per alcuni casi specifici. 

Il provvedimento vale sia per le aziende private sia per la pubblica amministrazione.

Nei giorni scorsi, il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea sui tempi massimi di pagamento.

Per quanto riguarda i rapporti tra imprese, il decreto legislativo stabilisce che il termine di pagamento legale sia di trenta giorni e che termini superiori a sessanta giorni possano essere previsti solo in casi particolari e in presenza di obiettive giustificazioni. La disciplina del decreto legislativo si applicherà ai contratti conclusi a partire dal primo gennaio 2013.

 

Quindi, a pochi giorni dall’entrata in vigore delle nuove regole per le cessioni di prodotti agricoli / alimentari, il Legislatore ha recepito un’analoga disciplina (comunitaria) tendente “alla lotta contro i ritardi nelle transazioni commerciali” applicabile ai rapporti tra imprese / lavoratori autonomi / Pubbliche Amministrazioni.

Le nuove disposizioni sono applicabili alle operazioni concluse a decorrere dall’1.1.2013 e

appaiono meno “rigorose” rispetto a quelle vigenti per le cessioni di prodotti agricoli / alimentari. Non sono previste, infatti, sanzioni in caso di ritardato pagamento del corrispettivo.

Applicazione

L’art. 1, D.Lgs. n. 231/2002, dispone che le nuove regole:

  • si applichino “ad ogni pagamento effettuato a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale;

  • non sono applicabili:

            - in presenza di procedure concorsuali / procedure di ristrutturazione del debito;

            - nell’ipotesi di risarcimento del danno “compresi i pagamenti effettuati a tale titolo  da un assicuratore”.

 

Termini di pagamento transazioni commerciali:

1)trenta giorni dalla data di ricevimento da partedebitore della  fattura  o  di  una  richiesta  di  pagamento   di   contenuto equivalente. Non  hanno  effetto  sulla  decorrenza  del  termine  le richieste di integrazione o modifica formali della fattura o di altra richiesta equivalente di pagamento;

2)trenta giorni dalla data di ricevimentomerci  o  dalla data di prestazione dei servizi, quando  non  e'  certa  la  data  di ricevimento della fattura o della richiesta equivalente di pagamento;

3)trenta giorni dalla data di ricevimentomerci  o  dalla prestazione dei servizi, quando la data in cui il debitore riceve  la fattura o la richiesta equivalente di pagamento e' anteriore a quella del ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi;

4)trenta giorni dalla data dell'o  della  verifica eventualmente  previste  dalla  legge  o  dal   contratto   ai   fini dell'accertamento della conformità della merce o  dei  servizi  alle previsioni contrattuali, qualora il debitore riceva la fattura  o  la richiesta equivalente di pagamento in epoca  non  successiva  a  tale data.

 

NOTA BENE.

Nelle transazioni  commerciali  tra  imprese  le  parti  possono pattuire un termine per il  pagamento  superiore  rispetto  a  quello visto precedentemente.

In particolare, termini superiori a  sessanta  giorni,  purché non siano gravemente iniqui per il creditore, devono essere pattuiti  espressamente e la  clausola  relativa  al termine deve essere provata per iscritto.

 

Fonti normative

  • § D.Lgs. 9.10.2002, n. 231
  • § D.Lgs. 9.11.2012, n. 192
 
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