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Osservatorio Confcommercio Gorizia - II Trimestre

 


L’intervento del Presidente di Confcommercio Gorizia durante la presentazione dell’Osservatorio Congiunturale

Madriz: “Mai come oggi percepisco la condivisione dell’urgenza di costruire interventi a sostegno del sistema imprenditoriale in modo sinergico. Camere di Commercio, Confidi, istituti bancari, Associazioni di Categoria dialogano continuamente e la presenza di tutti questi attori oggi lo conferma: dobbiamo fare meglio e di più, questo è l’impegno che Confcommercio si assume”

 

L’Osservatorio Congiunturale Confcommercio FVG si è già rivelato in occasione del Convegno promosso da Confidi Gorizia lo scorso 11 giugno un ottimo strumento di confronto e dibattito con realtà istituzionali e istituti bancari sulla drammatica urgenza di interventi più attuali e realistici in materia di credito alle imprese.

Evidentemente la situazione che i dati rilevati ci consentono di analizzare è a dir poco grave e le prospettive per il futuro lo sono ancor di più. Nessuno, oggi, può prevedere dove questa crisi ci porterà, ma alcuni dati devono farci riflettere. Le imprese che oggi rappresentiamo subiscono una pressione fiscale del 55%, che in certi casi raggiunge il 70%. Le busta paga per contro sono ferme da 10 anni (+29 euro nell’ultimo decennio), e l’inflazione in costante aumento da anni. Non ci sono soldi, e quelli che girano perdono progressivamente potere d’acquisto.

A volte, mi sento dire che dovrei cercare di trasmettere entusiasmo attraverso questi interventi. Purtroppo, sempre di più mi rendo conto che di un fattore grave: nonostante tutto ancora non percepiamo a fondo quanto drammatico sia il momento che stiamo attraversando! E sono proprio i dati dell’osservatorio a riconfermarlo.

Oggi mi metto nei panni di un alimentarista, di un panificatore, di un piccolo produttore che si ritrova a fare i conti con importanti cali di fatturato da un lato, che attende speranzoso la concessione di un finanziamento per provare a rinnovare la propria attività o, più concretamente, per acquistare merce, e magari sfogliando il giornale si imbatte nel solito articolo su quanto sia conveniente la spesa oltre confine.

Penso anche ai colleghi dell’abbigliamento col magazzino pieno e il pagamento del campionario della prossima stagione già in scadenza. Penso ai concessionari di auto e ai distributori di carburanti alle prese con l’imbattibile concorrenza della Slovenia, dove manodopera e tassazione sono un nuova cortina di ferro all’interno di un’Europa che di unito ha ben poco.

Ma vorrei citare anche gli albergatori, i ristoratori e tutte le nostre categorie che operando in una zona di confine sono costrette ad affrontare in modo del tutto anomalo e solitario il peso di una crisi grave a livello mondiale, devastante nel nostro territorio.

E poi, penso a tutti gli imprenditori locali che devono sopportare costi incredibili di gestione: è di lunedì l’articolo del Sole24Ore che mette Gorizia al 4 posto in Italia per i costi del servizio rifiuti, costi che ancora una volta  si riversano sulle nostre attività. Ma potrei citare anche il peso finanziario e organizzativo della formazione: corsi sulla sicurezza, corsi sulla qualità, corsi di ogni natura, adempimenti e oneri sempre nuovi che ci sforziamo di rispettare, e poi basta l’errore materiale di un singolo, per avere tutta l’attenzione dei media che si accaniscono su un’intera categoria e solo successivamente, ben che vada, riportano il fatto alla giusta dimensione. Ma intanto l’opinione pubblica ha già tratto le sue conclusioni.

Tornando al credito, per assurdo oggi sembrano più solide e solvibili le aziende che hanno scelto la prudenza rinunciando ad investire e mandando a casa qualche dipendente. Mentre non hanno merito creditizio, e non ricevono quindi finanziamenti, quelle che hanno investito, magari in ricerca ed innovazione, e non stanno mandando a casa i dipendenti e collaboratori di sempre.  Così restano in piedi le aziende meno significative per il territorio e chiudono quelle più virtuose e che possono far crescere il sistema paese!

Mi sento però di chiudere con una valutazione positiva: mai come oggi percepisco la condivisione dell’urgenza di costruire interventi a sostegno del sistema imprenditoriale in modo sinergico. Camere di Commercio, Confidi, istituti bancari, Associazioni di Categoria dialogano continuamente e la presenza di tutti questi attori oggi lo conferma: dobbiamo fare meglio e di più, questo è l’impegno che Confcommercio si assume.


 
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