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comunicati stampa

Il fardello delle imprese e le parole dei leader: un pensiero a voce alta del Presidente Gianluca Madriz.

Lunedì Confcommercio ha promosso una Giornata di Mobilitazione contro l’abusivismo e la contraffazione. L’allarme rosso lanciato a livello nazionale dai nostri vertici e dalla base tutta è che non si può certo accettare, come imprenditori, il paradosso di “morire di legalità”.

Significa che un’impresa che opera “a norma” fa più fatica di quanto dovrebbe perché il suo mercato è fatalmente distorto da chi le norme le ignora o elude, a diversi livelli, e in un momento così critico, “fare fatica” si traduce sempre più spesso in una condanna a morte.

 

Tra gli interventi romani abbiamo seguito con grande attenzione quello del Ministro dell’Interno Angelino Alfano: che ha parlato del fardello sproporzionato che gli imprenditori si caricano sulle spalle, della battaglia interiore tra razionalità e forza di volontà e passione che ogni giorno significa alzare le nostre serrande, ha parlato dello svantaggio che fare impresa in Italia rappresenta rispetto allo scenario europeo, del patto di legalità che da generazioni il commercio regolare ha sottoscritto con la società civile, che si traduce in controllo, sicurezza, salute e tutela, dei cittadini e delle nostre comunità urbane, valori assoluti, di cui non possiamo e non vogliamo fare a meno. Sembrava uno di noi.

 

Certo, quello di cui abbiamo bisogno sono fatti e non parole: abbiamo bisogno di sburocratizzazione vera, di interventi a sostegno della crescita delle nostre imprese più virtuose, di politiche all’avanguardia e col grandangolo per innescare una ricrescita vera, di discutere con l’Europa norme omogenee per recuperare concorrenzialità.

 

Ma almeno a parole ieri il Ministro Alfano si è presentato senza dubbio come un interlocutore politico attento, consapevole e rispettoso della realtà e della posizione soggettiva, anche psicologica, di chi con grandi aspettative, senso di responsabilità, enormi tensioni interiori le sue parole le ascoltava.

  

Ecco, questo, prima di tutto, chiedono gli imprenditori a chi li rappresenta, e tanto più a gran voce a chi li rappresenta su un territorio che vive in modo più drammatico di altri gli effetti post bellici di questa crisi apparentemente senza fine che stiamo attraversando, esasperato qui anche da un’anomalia transfrontaliera che ho denunciato in tutte le sedi possibili – Agenzia delle Entrate, Camera di Commercio, Comune, Provincia, Regione –: attenzione, consapevolezza, rispetto.

I nostri leader, non possono semplicemente continuare a celebrare gigantismi destinati a rompere il nostro ecosistema, prodotto di un progresso "subito" e non "intelligentemente guidato" , che si mangiano le nostre aree agricole in un sol boccone, e iniettano nel sistema urbano tradizionale il virus contagioso della desertificazione.

I nostri leader non possono non proclamarsi ogni giorno dalla nostra parte quando denunciamo quel fardello di cui parlava ieri il Ministro Alfano in modo così efficace.

 

Gorizia, 13.11.2013

 

 
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