Messaggio
  • Cookies

    Il nostro sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per vedere quali cookie utilizziamo e quali sono di terze parti clicca sul link presente dopo il pulsante. Se clicchi sul pulsante “ accetto “ allora acconsenti all ’ uso dei cookie

    Informazioni sui cookies

Avvio delle attività di valutazione dello stress lavoro-correlato.

CIRCOLARE INFORMATIVA 

Gorizia, 1 dicembre 2010

 

Indicazioni della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro. 

 

La valutazione dello stress lavorativo prevista dall’art. 28 comma 1 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 è inserita all’interno della normativa generale riguardante la valutazione di “tutti” i rischi per la salute e la sicurezza presenti sul luogo di lavoro.

L’obbligo della valutazione dello stress lavoro-correlato, introdotto con  il D.Lgs n. 106/09 che modifica il decreto sulla sicurezza, decorreva inizialmente dal 01 agosto 2010.  A seguito degli interventi rivolti da CONFCOMMERCIO è stato previsto uno slittamento del termine dell’obbligo di valutazione al 31 dicembre 2010.

 

La data del 31 dicembre 2010 deve essere intesa come data di avvio delle attività di valutazione. La programmazione di tali attività e l’indicazione del termine finale di espletamento delle stesse devono essere riportate nel documento di valutazione dei rischi.

 

Il 17 novembre 2010 la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, costituita presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, ha approvato un documento nel quale sono state fornite indicazioni metodologiche che rappresentano il livello minimo per la valutazione dello stress lavoro-correlato.  

Il documento fornisce la definizione di stress lavoro-correlato quale condizione che può essere accompagnata da disturbi (fisici, psicologici o sociali) ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste lavorative. Non tutte le manifestazioni di stress possono essere assimilate allo stress lavoro-correlato in quanto tale tipologia è causata da vari fattori propri del contesto e contenuto del lavoro.

 

La commissione ha ribadito che la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato è parte integrante della valutazione dei rischi e viene effettuata dal datore di lavoro avvalendosi del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) con il coinvolgimento del medico competente, ove nominato, e previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS/RLST).

 

Il percorso metodologico indicato dalla Commissione deve permettere:

-      prima, una corretta identificazione dei fattori di rischio da stress lavoro-correlato;

-      successivamente, una pianificazione e realizzazione di eliminazione o riduzione di tale fattori di rischio.

 

            La valutazione riguarda tutti i lavoratori (inclusi dirigenti e preposti) e devono essere analizzati non i singoli soggetti ma gruppi omogenei di lavoratori (per esempio, per mansioni o partizioni organizzative) che risultino esposti a rischi dello stesso tipo secondo una individuazione che ogni datore di lavoro può autonomamente effettuare in ragione della effettiva organizzazione aziendale (potrebbero essere, ad esempio, i turnisti, i dipendenti di un determinato settore oppure chi svolge la medesima mansione, etc).

 

Metodologia

            La valutazione si articola in due fasi:

  1. valutazione preliminare (necessaria), analisi condizioni oggettive;
  2. valutazione eventuale (da attivare nel caso in cui la valutazione preliminare evidenzi elementi di rischio e le misure correttive adottate si rilevino inefficaci), analisi condizioni soggettive.

 

1. Valutazione preliminare

                Il datore di lavoro nella fase preliminare (necessaria) rileva indicatori oggettivi e verificabili, ove possibile numericamente apprezzabili, appartenenti quanto meno a tre distinte famiglie:

 

Eventi sentinella

Fattori di contenuto del lavoro

Fattori di contesto del lavoro

ad esempio: indici infortunistici; assenze per malattia; turnover; procedimenti e sanzioni; segnalazioni del medico competente; specifiche e frequenti lamentale formalizzate da parte dei lavoratori. I predetti eventi sono da valutarsi anche sulla base di parametri omogenei individuati internamente alla azienda (es. andamento nel tempo degli indici infortunistici rilevati in azienda).

ad esempio: ambiente di lavoro e attrezzature; carichi e ritmi di lavoro; orario di lavoro e turni; corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti.

ad esempio: ruolo nell’ambito dell’organizzazione, autonomia decisionale e controllo; conflitti interpersonali al lavoro; evoluzione e sviluppo di carriera; comunicazione (es. incertezza in ordine alle prestazioni richieste).

             Qualora dalla valutazione preliminare non emergano elementi di rischio da stress lavoro-correlato tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, il datore di lavoro sarà unicamente tenuto a darne conto nel Documento di Valutazione del Rischio (DVR) e a prevedere un piano di monitoraggio.

            Diversamente, nel caso in cui si rilevino elementi di rischio da stress lavoro correlato tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, si procederà alla pianificazione ed alla adozione degli opportuni interventi correttivi (ad esempio, interventi organizzativi, tecnici, procedurali, comunicativi, formativi, etc).

 

2. Valutazione eventuale

Nel caso in cui la valutazione preliminare evidenzi elementi di rischio e le misure correttive adottate si rilevino inefficaci si procederà alla fase di valutazione successiva (approfondita), attraverso l’analisi delle percezione soggettiva dei lavoratori con strumenti quali ad esempio questionari e focus group. Nelle imprese di piccole dimensioni (fino a 5 lavoratori) il datore di lavoro può scegliere di utilizzare modalità di valutazione (es. riunioni) che garantiscano il coinvolgimento diretto dei lavoratori nella ricerca delle soluzioni e nella verifica della loro efficacia.   

Qualora i datori di lavoro abbiano già effettuato la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato alla data del 17 novembre 2010, in coerenza con l’Accordo europeo dell’8 ottobre 2004, recepito dall’Accordo Interconfederale del 9 giugno 2008, non debbono ripetere l’indagine ma sono unicamente tenuti all’aggiornamento della medesima alla luce delle indicazioni fornite dalla Commissione.

 

Infine ricordiamo che per i datori di lavoro che impiegano fino a 10 lavoratori il legislatore ha disposto che fino alla scadenza del diciottesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale, relativo alla standardizzazione delle procedure per la valutazione dei rischi, e, comunque, non oltre il 30 giugno 2012, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l'effettuazione della valutazione dei rischi comprensiva della valutazione del rischio da stress lavoro-correlato.

 Le indicazioni della Commissione consultiva per la valutazione dello stress lavoro correlato sono scaricabili dal sito www.ascomgorizia.it  , - News d.d. 01.12.2010 “Sicurezza sul lavoro - Stress lavoro-correlato”.

 Gli Uffici Terziaria di Ascom Confcommercio Gorizia  sono a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, e per fornire consulenza sugli adempimenti anche in collaborazione con un professionista esterno. 

 
convenzioni
lets go
facebook
twitter
oggi impresa
tempONweb
scadenzeFISC
TERZSICUR
copertina fimaa
VENDITA SACCHETTI
raccolta