Messaggio
  • Cookies

    Il nostro sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per vedere quali cookie utilizziamo e quali sono di terze parti clicca sul link presente dopo il pulsante. Se clicchi sul pulsante “ accetto “ allora acconsenti all ’ uso dei cookie

    Informazioni sui cookies

circolari

Durc: al via l’autocertificazione per la fruizione dei benefici contributivi e normativi

CIRCOLARE PAGHE. Con decreto ministeriale del 24/10/2007 sono state emanate le disposizioni con le quali, in attuazione delle legge finanziaria 2007, vengono fissate le modalità per il rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC). Sinteticamente, le imprese di tutti i settori per fruire dei benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale previsti dall’ordinamento, nonché dei benefici normativi e sovvenzioni previsti dalla disciplina comunitaria "per la realizzazione di investimenti”, devono essere in possesso del DURC.

Il DURC è altresì richiesto ai datori di lavoro e ai lavoratori autonomi, anche privi di dipendenti, per l'assegnazione di appalti pubblici o per l'abilitazione all'esecuzione di appalti privati nell'edilizia. Pertanto, ai fini del rilascio del Documento rileva, oltre alla regolarità della posizione contributiva del titolare dell'impresa con dipendenti, anche quella del singolo lavoratore autonomo, iscritto alle speciali gestioni previdenziali (circolare Ministero del Lavoro n. 5/2008).

I soggetti abilitati al rilascio del DURC sono l'Inps, l'Inail, nonché gli altri Istituti previdenziali che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria. Infatti il DURC interessa l'intera posizione contributiva aziendale e non può prescindere dalla valutazione di regolarità anche nei confronti delle altre gestioni assicurative obbligatorie diverse da INPS e INAIL (ad es. Enpals, Inpgi, ecc.).

Con riferimento alla fattispecie di DURC richiesto ai datori di lavoro per la fruizione dei benefici normativi e contributivi, il decreto ministeriale stabilisce che nel caso di coincidenza tra l'Istituto previdenziale che rilascia il DURC e quello che ammette il datore di lavoro alla fruizione dei suddetti benefici, l'Istituto stesso verifica la sussistenza delle condizioni di regolarità senza procedere alla sua materiale emissione. In relazione a ciò, per distinguere tale tipologia di documento da quello previsto per l'esecuzione di appalti di lavori, servizi e forniture pubbliche e lavori privati in edilizia, l'attestazione di regolarità ai fini della fruizione dei benefici richiesti viene denominata ormai comunemente “DURC Interno”.

Il Ministero ha affermato che il concetto di beneficio deve essere inteso nel senso di eccezione, in presenza di specifici presupposti soggettivi, rispetto ad una regola che impone oneri di carattere economico-patrimoniale ad una generalità di soggetti. I benefici contributivi, dunque, si possono individuare in quegli sgravi collegati alla costituzione e gestione del rapporto di lavoro che rappresentano una deroga all'ordinario regime contributivo. Detta regola deve di fatto operare – affinchè possa propriamente parlarsi di agevolazione contributiva – come abbattimento di un'aliquota ordinariamente più onerosa, e non può essere a sua volta regola per un determinato settore o categoria di lavoratori. Pertanto sono esclusi dal novero dei benefici contributivi il regime contributivo previsto per il rapporto di apprendistato e le riduzioni che caratterizzano interi settori (agricoltura, navigazione marittima, ecc.) o territori (zone montane, ecc.), nei confronti dei quali opera, di norma, una speciale aliquota contributiva prevista dalla legge in via ordinaria. Al fine di favorire un'esemplificazione della materia, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale nella circolare n. 5 del 30/01/2008 ha predisposto un'elencazione, meramente esemplificativa e non esaustiva, dei principali benefici contributivi attualmente in vigore, tra questi possiamo citare a titolo d'esempio:

- lavoratori in mobilità assunti a tempo determinato ovvero indeterminato;

- lavoratori in mobilità assunti a tempo determinato e successivamente trasformati a tempo indeterminato;

- lavoratori assunti a tempo determinato in sostituzione di lavoratrici assenti per maternità;

- lavoratori disoccupati da oltre 24 mesi assunti a tempo indeterminato.

In merito invece ai benefici "normativi”, gli stessi si identificano in quelle agevolazioni che operano su un piano diverso da quello della contribuzione previdenziale ma sempre di natura patrimoniale e comunque sempre "in materia di lavoro e legislazione sociale". In tale nozione possono rientrare le agevolazioni di carattere fiscale nonché i contributi e le sovvenzioni previste dalla normativa statale, regionale o da altri a valenza comunque normativa connesse alla costituzione e gestione dei rapporti di lavoro (ad es. cuneo fiscale, credito di imposta per nuove assunzioni effettuate in determinati ambiti territoriali o settoriali, contributi regionali, ecc.).

In particolare il Ministero del Lavoro ha sottolineato che la fruizione dei benefici normativi e contributivi è subordinata all'applicazione della sola parte economica e normativa degli accordi e contratti collettivi, e non anche della parte obbligatoria di questi ultimi. In relazione a questo ultimo aspetto la circolare del Ministero del Lavoro n. 34 del 15/12/2008 ha chiarito tale circostanza non può essere oggetto di autocertificazione, in quanto implica complesse valutazioni di ordine tecnico-giuridico che potranno essere verificate in sede di vigilanza da parte del personale ispettivo, con conseguente eventuale recupero da parte degli Istituti previdenziali delle somme non versate a titolo di agevolazioni fruite a far data dal momento in cui il datore di lavoro non ha osservato detta condizione di legge. Pertanto, come confermato dall’Inps e dall’Inail, non sono più dovuti i rispettivi moduli di autocertificazione inizialmente previsti dagli Istituti previdenziali (rispettivamente il modello SC37 e le istanze 20 e 24 Mat.), che pertanto sono stati abrogati, e con la citata circolare ministeriale n. 34 del 15/12/2008 il Ministero ha rivisto tutta la procedura amministrativa utile all’accertamento della regolarità contributiva (e quindi al legittimo accesso ai benefici), chiarendo che la richiesta di un beneficio equivale nei fatti ad una richiesta rivolta all’ente di verificare la sussistenza dei presupposti di accesso al beneficio stesso. Ne consegue che la richiesta di fruizione di benefici contributivi (per esempio: mobilità) viene assolta attribuendo al modello DM10, che contiene le agevolazioni, il carattere di manifestazione di volontà del datore di lavoro, valendo quindi come richiesta.

E’ importante sottolineare come il DURC non possa essere rilasciato nei confronti di quelle imprese che, quantunque in regola con gli obblighi contributivi, non abbiano rispettato altri parametri di regolarità connessi alla legislazione sociale. Un'apposita tabella (Tabella A) allegata al decreto ministeriale del 24/10/2007, recante la disciplina del DURC, individua le tipologie di irregolarità di natura penale ovvero amministrativa in relazione a ciascuna delle quali è indicato il periodo di tempo durante il quale al soggetto interessato non deve essere rilasciato il DURC. Come espressamente previsto dal Decreto, le violazioni che impediscono il rilascio del DURC devono essere accertate con sentenza passata in giudicato ovvero con ordinanza ingiunzione non impugnata. In sostanza, come chiarito dalla circolare ministeriale n. 34/2008, le somme oggetto di recupero contributivo sono costituite dalle agevolazioni fruite a far data dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna per quanto concerne gli illeciti di natura penale, ovvero dal pagamento della ordinanza ingiunzione o del decorso del tempo utile per l’impugnazione della stessa. Tuttavia, come chiarito dalla circolare ministeriale n. 5/2008, l'estinzione delle violazioni penali attraverso l'adempimento della prescrizione obbligatoria ovvero, per quanto concerne le violazioni amministrative, a seguito del pagamento della sanzione ridotta ex art. 16 della legge n. 689/1981, determina il venir meno della causa ostativa al rilascio del DURC. Con riferimento alla sanzione accessoria costituita dal mancato rilascio del DURC a causa delle violazioni elencate nella tabella allegata al citato D.M., il Ministero (circolare n. 5/2008) chiarisce che le cause ostative connesse alle violazioni della disciplina di tutela delle condizioni di lavoro operano soltanto in caso di richiesta di benefici normativi e contributivi (DURC Interno) e quindi non possono essere estese al DURC rilasciato per appalti pubblici o privati. Le disposizioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro la cui violazione è causa ostativa al rilascio del DURC sono:

- omicidio colposo commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro: periodo di non rilascio del DURC 24 mesi (art. 589, comma 2, C.P.);

- rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro: periodo di non rilascio del DURC 24 mesi (art. 437 C.P.);

- lesioni personali colpose commesse con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro: periodo di non rilascio del DURC 18 mesi (art. 590, comma 3, C.P.);

- violazione delle misure minime di sicurezza e mancata attuazione del piano di sicurezza e coordinamento: periodo di non rilascio del DURC 12 mesi (art. 22, comma 3, lett. a). D.L.gs. n. 494/1996);

- contravvenzioni commesse dai datori di lavoro e dai dirigenti sulla disciplina per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro: periodo di non rilascio del DURC 12 mesi (art. 89, commi 1 e 2, lett. a), D.Lgs. n. 626/1994);

- contravvenzioni commesse dai datori di lavoro e dai dirigenti sulla disciplina per l’inosservanza delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni: periodo di non rilascio del DURC 12 mesi (art. 77, comma 1, lett. a) e b), D.p.r. n. 164/1956);

- contravvenzioni commesse dai datori di lavoro e dai dirigenti sulla disciplina per l’inosservanza delle norme generali per l’igiene del lavoro: periodo di non rilascio del DURC 12 mesi (art. 58, comma 1, lett. a) e b) D.p.r. n. 303/1956);

- contravvenzioni commesse dai datori di lavoro e dai dirigenti sulla disciplina per l’inosservanza delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro: periodo di non rilascio del DURC 12 mesi (art. 389, comma 1, lett. a) e b) D.p.r. n. 547/1955);

- impiego di lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno o il cui permesso sia scaduto e del quale non sia stato chiesto, nei termini di legge, il rinnovo, revocato o annullato: periodo di non rilascio del DURC 8 mesi (art. 22, comma 12, D.Lgs. n. 286/1998);

- impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria: periodo di non rilascio del DURC 6 mesi (art. 3, commi da 3 a 5, D.L. n. 12/2002, conv. dalla Legge n. 73/2002 e successive modificazioni e integrazioni);

- violazione delle norme relative al riposo giornaliero e settimanale: periodo di non rilascio del DURC 3 mesi (artt. 7 e 9 D.Lgs. n. 66/2003).

L'efficacia interdittiva degli illeciti così individuati opera solo per le condotte poste in essere successivamente al 30 dicembre 2007.

L’art. 9 del D.M. 24/10/2007 stabilisce che, ai fini del rilascio del DURC, il soggetto interessato è tenuto ad autocertificare l’inesistenza a suo carico di provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi in ordine alla commissione delle violazioni di cui allegato A del D.M. citato (si veda l’elenco poco sopra riportato) ovvero il decorso del periodo indicato dallo stesso allegato relativo a ciascun illecito. Tale autocertificazione costituisce l’unico adempimento burocratico cui i datori di lavoro sono dunque tenuti per poter ottenere il DURC e, quindi, per fruire delle agevolazioni. L’autocertificazione deve essere inviata alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competente secondo la sede legale dell’impresa interessata o attraverso una consegna diretta ovvero tramite raccomandata A.R. o, ancora, a mezzo fax o in via telematica. Essa sarà fornita una sola volta, restando inteso che ogni eventuale modifica di quanto dichiarato dovrà essere tempestivamente comunicata al medesimo Ufficio presso il quale la stessa è stata depositata. Il termine per l’invio è fissato al 30 Aprile 2009 e, a regime, per i datori di lavoro che non abbiano ancora richiesto alcun beneficio contributivo, l’invio dell’autocertificazione dovrà comunque precedere la prima richiesta del beneficio. L’autocertificazione dovrà essere trasmessa esclusivamente secondo il modello predisposto dal Ministero del Lavoro e allegato alla circolare ministeriale n. 34/2008, ovvero secondo il modello predisposto per l’invio telematico descritto dalla circolare ministeriale n. 10 del 1° Aprile 2009.

Il Ministero del Lavoro con la lettera circolare n. 4549 del 31/03/2009 ha chiarito che anche i datori di lavoro che, pur non godendo al momento di benefici, hanno comunque fruito di agevolazioni contributive nei mesi pregressi, sono tenuti alla presentazione dell’autocertificazione. Considerato che il D.M. del 24/10/2007 è entrato in vigore il 30/12/2007, si ritiene che l’autocertificazione debba essere presentata da tutte le aziende che a decorrere dal periodo di paga di dicembre 2007 abbiano beneficiato di agevolazioni vigenti in materia contributiva, indipendentemente dal fatto che oggi non fruiscano di alcun beneficio. Inoltre con riferimento alla necessità di comunicare tempestivamente alla Direzione Provinciale del Lavoro competente ogni eventuale modifica di quanto in precedenza autocertificato, il Ministero ha evidenziato che trattasi di tutte quelle variazioni che incidono sul diritto a fruire delle agevolazioni in questione e cioè, in particolare, la commissione di irregolarità di natura previdenziale ed in materia di tutela delle condizioni di lavoro elencate nel D.M. del 24/10/2007. Nelle ipotesi in cui un’impresa sia in possesso di una pluralità di matricole Inps e in assenza di accentramento delle medesime, il Ministero ritiene che vada inviato sempre un solo modello (autocertificazione) indicando tuttavia, anche separatamente, i diversi numeri di matricola.

La regolarità contributiva, presupposto indefettibile per il rilascio del DURC, è attestata dagli Istituti previdenziali qualora ricorrano le seguenti condizioni:

- correntezza degli adempimenti mensili o, comunque, periodici;

- corrispondenza tra versamenti effettuati e quelli accertati dagli Istituti previdenziali come dovuti;

- inesistenze di inadempienze in atto;

- richiesta di rateizzazione per la quale l'Istituto competente abbia espresso parere favorevole;

- sospensione dei pagamenti a seguito di disposizioni legislative;

- istanza di compensazione per la quale sia stato documentato il credito.

Per la fruizione dei benefici contributivi, la verifica delle predette condizioni viene effettuata solo sulle posizioni contributive delle aziende con dipendenti.

Si sottolinea che la verifica ha per oggetto i versamenti dovuti a titolo di contribuzione accertata come dovuta. La mancata quantificazione o la semplice contestazione di omissioni contributive non precludono la possibilità di fruire dei benefici contributivi richiesti.

Non costituiscono causa ostativa al rilascio del DURC:

a) per i crediti iscritti al ruolo, la sospensione della cartella esattoriale a seguito di ricorso amministrativo o giudiziario;

b) per i crediti non iscritti a ruolo

- il contenzioso amministrativo per il quale non sia intervenuta la decisione che respinge il ricorso;

- il contenzioso giudiziario sino al passaggio in giudicato della sentenza di condanna, salvo l'ipotesi in cui l'Autorità giudiziaria abbia adottato un provvedimento esecutivo che consente l'iscrizione a ruolo delle somme oggetto del giudizio.

In presenza di un ricorso amministrativo e fino alla sua decisione, la regolarità contributiva viene sempre dichiarata.

L'Inps, inoltre, recependo le sollecitazioni della Confcommercio, ha precisato che non costituisce causa ostativa al rilascio del DURC, l'aver beneficiato degli aiuti di Stato specificati in un D.p.c.m. emanato ai sensi della legge finanziaria del 2007, sebbene non ancora rimborsati o depositati in un conto bloccato. In tale ambito vanno considerati, ad esempio, i contratti di formazione e lavoro fruiti nel periodo da novembre 1995 a maggio 2001.

L’art. 7, comma 3, del D.M. del 24/10/2007 dispone che gli Istituti prima dell’emissione del Durc o dell’annullamento del documento già rilasciato invitano il soggetto interessato a regolarizzare la propria posizione entro un termine non superiore a 15 giorni. Tale termine di 15 giorni decorre necessariamente dalla “notifica” della relativa inadempienza contributiva accertata (per quanto riguarda l’Inps, pertanto, dalla notifica delle note di addebito concernenti le agevolazioni contributive fruite indebitamente). Ciò a prescindere da eventuali comunicazioni che gli Istituti possano aver effettuato preventivamente – anche ai soggetti di cui all’art. 1 della legge n. 12/1979 sulla base di apposite convenzioni – alle quali non è possibile attribuire alcun valore legale di notifica, sia per i mezzi adoperati (ad esempio posta elettronica non certificata), sia perché destinatario della comunicazione dell’inadempienza contributiva accertata è lo stesso datore di lavoro. Una volta effettuata la notifica decorreranno pertanto i 15 giorni concessi dal D.M. del 24/10/2007 per la regolarizzazione, superati i quali l’Istituto potrà ritenere irregolare l’azienda e procedere al recupero dei benefici contributivi indebitamente fruiti dal datore di lavoro, anche in caso di regolarizzazione oltre il citato termine.

Dal punto di vista strettamente operativo, l’autocertificazione, allegata alla presente, dopo le opportune verifiche da parte dell’Azienda circa la non ricorrenza delle cause ostative al rilascio del DURC, sopra indicate (Tabella A allegata al D.M. del 24/10/2007), dovrà essere sottoscritto dal titolare ovvero legale rappresentante e riconsegnato al Servizio Paghe dell'Ascom entro e non oltre il 28 Aprile c.a. Il modulo dovrà essere accompagnato da una fotocopia della carta d'identità del titolare ovvero del legale rappresentante. Il Servizio Paghe, una volta ricevuto il suddetto modulo, provvederà a trasmetterlo alla D.P.L. competente.

Il Servizio Paghe rimane a Vostra disposizione per qualsiasi chiarimento.

Gorizia, 10 Aprile 2009

 
Altri articoli...
convenzioni
lets go
facebook
twitter
oggi impresa
tempONweb
scadenzeFISC
TERZSICUR
copertina fimaa
VENDITA SACCHETTI
raccolta